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Comunità semiresidenziale

Responsabile gestionale operativo Dr. Marco Bruci

Comunità la Tenda Roma

Ubicazione e Recapiti

La Tenda - Comunità terapeutica Semiresidenziale per Tossicodipendenti - è iscritta all’albo degli Enti Ausiliari della Regione Lazio per l’area Terapeutico-Riabilitativa con Delibera 29/90 ed è convenzionata con l’Asl RM B.

La sede si trova in Via del Frantoio, 58 - 00159 Roma.

Tel. 06.40501128 - Fax: 0640816512 - E-mail: latendacts@gmail.com

Gli orari di apertura sono: lunedì/venerdì 9.30-18.00; sabato 9.30-15.00.


Lo staff

Tra gli strumenti operativi dello staff vi sono la riunione di equipe e la supervisione.

Riunione di equipe

La riunione di équipe ha cadenza settimanale ed è condotta dal responsabile della Comunità. Ha lo scopo di progettare, costruire e monitorare i programmi terapeutici individualizzati, di verificare e sostenere il lavoro degli operatori, di coordinare le varie attività presenti al fine di attuare interventi coerenti agli obiettivi definiti per ciascun utente e di favorire un confronto tra gli operatori in modo da poter leggere criticamente ed attivamente gli eventi individuali e di gruppo che avvengono all’interno della Comunità. Durante questo momento si valutano le accoglienze, i nuovi ingressi ed i passaggi di fase. Rappresenta anche uno spazio di riflessione dove ci si può interrogare sull’efficacia del programma offerto e si possono proporre variazione ed innovazioni.


Supervisione

La supervisione è condotta da uno psichiatra-psicoterapeuta esterno alla Comunità ed è rivolta a tutti i membri dell’équipe. Ha la funzione di analizzare i singoli interventi clinici ponendo l’accento sul vissuto emotivo degli operatori e sulle loro modalità relazionali in rapporto all’utenza. Altri obiettivi della supervisione sono quelli di monitorare ed elaborare le eventuali dinamiche interne all’équipe in modo da favorire la collaborazione tra gli operatori e prevenire eventuali situazioni di burn out.

Modalità di accesso

Come si accede al programma:

  • Con un invio da parte dei servizi territoriali (Ser.T, Centri di accoglienza, Servizi Sociali, …).
  • Autonomamente: contattando telefonicamente la struttura.
  • Dal carcere è possibile scriverci e avviare in tal modo l’iter dell’accoglienza.

Requisiti di accesso:

  • Essere iscritti ad un Ser.T.
  • Avere un domicilio a Roma o in zone limitrofe.
  • Aver portato a termine eventuali programmi di disintossicazione.

Se momentaneamente detenuti:

  • Avere una pena non superiore ai termini stabiliti dalla legge per usufruire una pena alternativa.
  • Avere una condanna definitiva
  • Non si effettuano colloqui al di fuori del comune di Roma, è quindi necessario essere residenti o a Rebibbia o a Regina Coeli.

Obiettivi

La Comunità terapeutica semiresidenziale per tossicodipendenti “La Tenda” offre un percorso terapeutico che ha come obiettivo principale la promozione e la costruzione dell’autonomia personale per il raggiungimento di una indipendenza individuale ed un reale distacco dall’uso delle sostanze psicotrope.

La formula della semiresidenzialità fa sì che la persona si trovi a confrontarsi quotidianamente sia con le sollecitazioni, gli stimoli e la protezione della comunità che con i circuiti sociali, familiari e culturali abituali.

Il confronto continuo con la realtà e la possibilità di analizzare, nel qui ed ora della Comunità, le dinamiche ed i vissuti che ne derivano, offre alla persona l’opportunità di effettuare un lavoro terapeutico profondo che si attualizza costantemente nella realtà del presente.

Tale confronto spesso crea crisi ed una crisi accolta, analizzata ed elaborata genera dei cambiamenti evolutivi, promovendo la crescita della persona.

Per questo la trasgressione o la ricaduta nell’uso di sostanze non trova solo una risposta normativa, ma viene accolta anche come un segno di riattivazione, di movimento interno e come manifestazione di un disagio che può preavvertire un passaggio evolutivo.

Viste le caratteristiche del tipo di comunità nasce la necessità di affiancare a degli interventi comunitari standardizzati, dei programmi terapeutici individualizzati costruiti sui bisogni, le risorse e gli obiettivi di ogni singola persona, quindi dei programmi che permettano una rielaborazione ed una ridefinizione in itinere degli interventi e degli obiettivi.

Inoltre la comunità focalizza la propria attività non solo sull’individuo e sull’individuo nel gruppo, ma anche sul sistema familiare (con la psicoterapia familiare) e quando possibile anche sul sistema sociale attraverso un reinserimento socio-lavorativo.

La Comunità diventa così una base dove la persona può scoprire, ritrovare e sperimentare parti di sé al fine di attualizzarle quotidianamente nella realtà esterna. Un luogo dove ricostruire e valorizzare la propria unicità al fine di sperimentarla e affermarla concretamente nel mondo familiare, relazionale e sociale.

Il programma terapeutico

L’accoglienza

L’accoglienza rappresenta un momento importante, l’eventuale inizio del processo terapeutico nel quale entrambe le parti gettano le fondamenta per un rapporto di fiducia e di conoscenza terapeutica.

I suoi scopi sono molteplici: da una parte accoglie una richiesta di aiuto a volte confusa e poco chiara e cerca di renderla più definita e certa, dall’altra si impone di far emergere la reale motivazione che ha portato alla formulazione di una tale richiesta, per fare in modo che ci sia coerenza tra ciò che la nostra comunità può offrire e i bisogni dell’individuo in quel momento della sua vita.

Cerca altresì di orientare la persona e la sua domanda verso il percorso che gli può essere più utile, per fare questo lavora a stretto contatto con la rete dei servizi che lo hanno in carico. Accoglie, definisce ed orienta per fare in modo che fin dall’inizio siano chiari gli obiettivi, i presupposti e il cammino da percorrere insieme.

La Comunità accoglie fino ad un massimo di 20 utenti tossicodipendenti o con problematiche di dipendenza ambosessi, non minorenni, con un 30% dei posti riservato a detenuti tossicodipendenti che beneficiano della misura alternativa alla pena detentiva.

Il programma terapeutico

Il programma terapeutico ha una durata minima che varia dai 15 ai 18 mesi.

E’ suddiviso in quattro momenti:

1. Osservazione.
2. Prima fase: “Il contratto”.
3. Seconda fase: ”Radicamento e trasformazione”.
4. Terza fase: “Svincolo e reinserimento”.

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Diritti e doveri

Diritti

In comunità l’utente rimarrà per sua libera scelta, non sono permessi atteggiamenti coercitivi che ledono la libertà dell’individuo, né attraverso forme di violenza fisica e né psicologica.

L’utente ha diritto ad essere assistito e curato con premura ed attenzione, nel rispetto della dignità umana e delle proprie convinzioni morali, politiche e religiose.

Partecipa alla scelta del percorso terapeutico-educativo individualizzato che si concretizza nella stesura e la sottoscrizione del contratto.

Ha diritto ad ottenere informazioni dettagliate relative alle prestazioni ed al servizio.

Ha diritto di ottenere dal personale che lo cura informazioni complete e comprensibili in merito alla diagnosi della malattia, alla terapia proposta ed alla relativa prognosi.

Ha diritto ad essere informato sulla possibilità di indagini e trattamenti alternativi, anche da eseguire in altre strutture.

Ha diritto a proporre reclami ed essere informato sull’esito degli stessi.

Ha diritto che i dati personali siano trattati in conformità alle normative sulla privacy.

Doveri

L’utente è tenuto a rispettare il Programma Terapeutico concordato all’ingresso così come da contratto di ammissione e al rispetto delle norme contenute nel Regolamento Interno, nonché a collaborare nelle verifiche periodiche e alle eventuali revisioni.

Ha il dovere di compartecipare alla cura e al mantenimento dell’ambiente educativo secondo l’ottica del mutuo e reciproco aiuto tra pari.

Ha il dovere di prendere parte al processo decisionale e regolamentare della struttura di appartenenza, alla salvaguardia e al rispetto delle norme di convivenza.

Ha il divieto di introdurre e usare sostanze stupefacenti e alcool, nonché di esercitare atti di violenza sia fisica che verbale, pena l’allontanamento temporaneo o definitivo dal programma riabilitativo.

Ha il dovere di informare e concordare con gli operatori ogni eventuale allontanamento e frequentazione al di fuori delle strutture.

Regolamento interno della comunità

Gestione delle assenze

9:30- Tutti in Comunità

Ogni ritardo successivo alle 9:30 viene recuperato il giorno stesso con una permanenza in comunità dopo le 18.00, proporzionale al ritardo effettuato.

L’entrata dopo le 9.45 causa un rallentamento del programma di tre giorni.

Per malattia:

  • telefonare ogni giorno entro le 9.45;
  • certificato medico;
  • essere reperibile telefonicamente tutto il giorno;
  • ogni giorno in cui non si telefona si considera come assenza.

Sono possibili:

  • 1/2 giornata di assenza al mese durante la prima fase;
  • 1 giornata di assenza al mese durante la seconda fase; 2 giorni di assenza al mese durante la terza fase.

La vita in comunità

LE REGOLE

E’ vietato usare violenza sia fisica che verbale

E’ vietato usare e/o portare sostanze stupefacenti

E’ obbligatorio rispettare gli orari di entrata e di uscita

E’ obbligatorio rispettare le mansioni ed i compiti assegnati

E’ obbligatorio rispettare le norme igieniche

IN CUCINA

Si devono usare i guanti per cucinare

In caso di ferite si deve avvertire l’operatore

A TAVOLA

Si pranza tutti insieme

IL CELLULARE

L’uso del cellulare è consentito solo per le persone in terza fase

LE USCITE

E’ vietato uscire senza il permesso dell’ operatore.

In prima e in seconda fase si può uscire solo se accompagnati da un operatore

In terza fase si può uscire senza essere accompagnati

ORGANIZZAZIONE DEI LAVORI

Ogni due settimane verrà indicato tra i ragazzi un responsabile del giardino, un responsabile della cucina e un responsabile della manutenzione. Le altre persone a loro affiancate cambieranno ogni settimana.

Questi responsabili avranno appunto la responsabilità dell’andamento del settore a loro assegnato.

In caso di assenza del responsabile, questo deve occuparsi di avvertire gli altri membri del gruppo e organizzare il lavoro durante la sua assenza.

Nella riunione del sabato si discuterà insieme dell’andamento dei tre gruppi durante la settimana, delle eventuali difficoltà e problematiche.

Associazione Onlus la Tenda
Roma


Associazione Onlus la Tenda

Presidente: Dott. Salvatore Migliore

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